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La prima cosa che si desidera fare quando si dispone di un ambiente grafico, quale è X, è quella di poter disegnare ed elaborare immagini. I primi programmi realizzati per questo scopo, rimanendo nell'ambito del software libero, sono un po' strani e non uniformi tra loro per quanto riguarda il loro utilizzo. I programmi più recenti sono più pratici per l'utente medio, ma conviene comunque tenere conto anche di quelli più vecchi, che possono essere utili in situazioni particolari.
La tabella 166.1 elenca i programmi a cui si accenna in questo capitolo. Per la precisione si fa riferimento ai nomi degli eseguibili.
Tabella 166.1. Alcuni programmi applicativi tradizionali per la gestione delle immagini.
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Per preparare documentazione tecnica su applicativi per X è indispensabile poter catturare delle immagini dallo schermo stesso. I programmi che permettono di fare questo potrebbero avere un limite nella profondità di colori delle immagini; in generale non dovrebbero esserci problemi quando si opera con una profondità di 8 bit (256 colori).
Il programma xwd(1) permette di catturare delle immagini dallo schermo di X. L'immagine ottenuta viene emessa attraverso lo standard output, di conseguenza, questo viene ridiretto quasi sempre, ovvero viene trattato attraverso un condotto. Quando il programma viene avviato, appare immediatamente un puntatore particolare e basta fare un clic sulla finestra che si intende catturare.
xwd [opzioni] |
Tabella 166.2. Alcune opzioni. |
$
xwd > pippo
[Invio]
Avvia xwd in modo da catturare un'immagine e di ottenere il file pippo
come risultato.
$
xwd -frame > pippo
[Invio]
Avvia xwd in modo da catturare una finestra completa di cornice. Come nell'esempio precedente, viene creato il file pippo
.
Il programma xwud(2) permette di visualizzare immagini generate con il programma xwd. L'immagine viene ottenuta dallo standard input e viene emessa in una finestra indipendente. L'utilità di xwud sta nella possibilità di controllare il contenuto dei file ottenuti con xwd prima di altri trattamenti eventuali.
xwud [opzioni] |
Segue la descrizione di alcuni esempi.
$
xwd | xwud -display roggen.brot.dg:0.0
[Invio]
Avvia xwd in modo da catturare un'immagine che poi passa a xwud per la visualizzazione su un elaboratore remoto.
$
xwd | tee pippo | xwud -display roggen.brot.dg:0.0
[Invio]
Avvia xwd in modo da catturare un'immagine che poi passa a tee, il quale la salva nel file pippo
e la passa anche a xwud per la visualizzazione sullo schermo locale (o comunque su quello predefinito).
Il programma xgrab, (3) attraverso xgrabsc, permette la cattura di immagini in modo relativamente semplice. In pratica, il programma che compie realmente il lavoro è xgrabsc, ma richiede l'uso di opzioni dettagliate, mentre xgrab funge da interfaccia frontale a questo. Il vantaggio fondamentale nell'usare xgrab invece di xwd sta nell'intervallo di tempo lasciato a disposizione dal momento in cui si conferma l'azione che si vuole compiere al momento in cui si deve selezionare la zona da catturare. Ciò consente, per esempio, di richiamare una finestra in primo piano o di fare qualche altra piccola operazione. Un'altra particolarità importante di questo programma sta nella possibilità di scegliere il formato del file di destinazione.
xgrab |
Il programma xgrab non è parte dei programmi di servizio standard di X, ma è comunque raggiungibile facilmente attraverso la rete.
Figura 166.3. Il programma xgrab impostato per catturare una finestra intera, completa di cornice, e generare il file
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Xloadimage (4) è un applicativo per la gestione di immagini, semplice ma efficace. Il nome suggerisce che possa servire per caricare e visualizzare delle immagini, ma in più permette di trasformare un'immagine in un formato differente e di modificare alcune regolazioni essenziali. Non si tratta di un sistema completo per la gestione e il ritocco di immagini, ma le funzioni che mette a disposizione sono molto importanti.
L'eseguibile xloadimage prevede due tipi di opzioni: globali e particolari. Le prime devono apparire nella prima parte degli argomenti della riga di comando, mentre le altre precedono l'indicazione dell'immagine a cui si riferiscono. Le opzioni particolari vanno quindi messe davanti al nome di ogni immagine che si intende trattare (sempre che ce ne sia bisogno). Eventualmente, è possibile fare in modo che xloadimage utilizzi lo standard input, per questo si deve utilizzare il nome stdin al posto dell'indicazione di un'immagine.(5)
xloadimage [opzioni_globali] {[[opzioni_dell'immagine] immagine]}... |
xloadimage [opzioni_globali] [opzioni_dell'immagine] stdin |
Xloadimage ha due pseudonimi: xsetbg e xview. Il primo equivale a xloadimage -onroot -quiet mentre il secondo equivale a xloadimage -view -verbose.
Quando Xloadimage viene utilizzato per visualizzare un gruppo di immagini, è possibile usare alcuni tasti per passare da un'immagine all'altra e per terminare l'esecuzione:
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Se l'immagine non è contenuta completamente nella sua finestra, la si può fare scorrere con l'aiuto del mouse, premendo il primo tasto e trascinando nella direzione desiderata.
Le opzioni globali hanno effetto su tutte le immagini su cui si opera. Data la loro funzione è opportuno che siano collocate prima dell'indicazione delle opzioni particolari, ma sempre prima dei file.
Tabella 166.5. Finestra. |
Tabella 166.6. Colori.
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Tabella 166.7. Formati.
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Tabella 166.8. Informazioni. |
Tabella 166.9. Varie. |
Segue la descrizione di alcuni esempi.
$
xloadimage -onroot fondale.jpg
[Invio]
Carica l'immagine fondale.jpg
e la colloca sulla finestra principale, cioè sullo sfondo della superficie grafica.
$
xloadimage -dump jpeg,quality=50 prova.jpg immagine.gif
[Invio]
Carica l'immagine immagine.gif
e la salva in formato JPEG, con il nome prova.jpg
, riducendo la sua qualità.
Le opzioni particolari hanno effetto solo sull'immagine che precedono (nella riga di comando). Alcune opzioni particolari possono essere generalizzate, cioè riferite a più immagini, attraverso l'opzione -global.
Tabella 166.10. Validità delle opzioni.
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Tabella 166.11. Bianco e nero: e immagini che hanno solo due colori, solitamente bianco e nero, possono essere alterate in modo da sostituire tali colori.
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Tabella 166.12. Effetti. |
Tabella 166.13. Tagliare, copiare e incollare.
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Tabella 166.14. Rotazioni e ridimensionamento.
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Segue la descrizione di alcuni esempi.
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xloadimage -zoom 200 esempio.jpg
[Invio]
Carica l'immagine esempio.jpg
, ingrandendola al doppio della sua dimensione originale (200 %).
$
xloadimage pippo.jpg -merge -at 50,50 -clip 50,50,100,100
\
\-brighten 150 pippo.jpg
[Invio]
Carica l'immagine pippo.jpg
, quindi carica nuovamente una parte della stessa immagine e, dopo averla schiarita, la fonde con la versione caricata precedentemente, nella stessa posizione di partenza del pezzetto ritagliato. In pratica, si ottiene di schiarire un'area dell'immagine originale.
Quando si utilizza l'opzione -dump, è possibile specificare il tipo di immagine che si vuole ottenere. Oltre al tipo, potrebbe essere possibile o necessaria l'indicazione di argomenti ulteriori, dal momento che molti formati gestiscono più modalità alternative. Sotto questo aspetto, un formato viene definito con la sintassi seguente:
formato[,opzione_di_formato[=valore]] file_da_generare |
Nella tabella successiva viene descritto il modello del formato in modo più particolareggiato, in base ad alcuni tipi di comuni.
Tabella 166.15. Dichiarazione di alcuni formati.
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Tabella 166.16. Formati di immagini gestiti da Xloadimage. Solo alcuni formati possono essere usati per generare nuovi file attraverso l'opzione -dump. Questo elenco può essere ottenuto attraverso l'opzione -support. |
Per facilitare l'utilizzo di questo programma è possibile definire una configurazione personalizzata attraverso il file ~/.xloadimagerc
. Nello stesso modo può essere predisposto un file di configurazione globale per tutto il sistema: /usr/lib/X11/Xloadimage
, o forse anche /etc/X11/Xloadimage
.
Se qualche elemento contiene spazi, si possono utilizzare gli apici doppi per evitare che questi spazi vengano interpretati come una separazione, ovvero l'inizio di un altro valore. Si può utilizzare la barra obliqua inversa (\) per poter includere gli apici doppi tra i caratteri normali e per permettere la continuazione, quando questa barra precede il codice di interruzione di riga.
Il simbolo # permette di indicare l'inizio di un commento, fino alla fine della riga. Come al solito, le righe bianche e quelle vuote vengono ignorate.
All'interno di questi file possono essere indicati tre tipi di informazione: path, extention e filter.
Tabella 166.17. Sezioni. |
Segue un esempio del file di configurazione contenente la descrizione delle direttive usate, in forma di commento:
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XPaint (6) è un programma di buona qualità per il disegno e il fotoritocco. A prima vista potrebbe non sembrarlo, ma quando se ne apprende la logica del funzionamento si scopre il suo valore.
Purtroppo, XPaint dipende dalle caratteristiche dello schermo, ovvero dalla profondità di colori gestiti nel momento in cui lo si utilizza. Se per ipotesi venisse utilizzato su uno schermo configurato per gestire esclusivamente i grigi, si potrebbero salvare solo immagini in scala di grigi. Questo significa che l'elaborazione di immagini di qualità superiore a quanto visualizzabile sullo schermo comporta una perdita di qualità.
XPaint è costituito dall'eseguibile xpaint; si tratta di un programma interattivo e solitamente non viene usata alcuna opzione e nemmeno alcun nome di file. Se si indicano dei file, questi vengono caricati in altrettante finestre per il disegno o fotoritocco.
xpaint [opzioni] [file...] |
XPaint utilizza una finestra di strumenti contenente un menù per le operazioni più importanti, quali il caricamento di altri file di immagini o la creazione di una nuova immagine, e una serie di icone che fanno riferimento ad altrettanti strumenti per il disegno.
A fianco della finestra degli attrezzi si collocano le finestre per il fotoritocco o per il disegno. Ognuna ha una propria tavolozza di colori. Sono consentite le operazioni di taglia-copia-incolla tra finestre differenti.
Tabella 166.19. Alcune opzioni.
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Figura 166.20. Avvertimento di XPaint quando la profondità di colori è limitata.
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Segue la descrizione di alcuni esempi.
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xpaint sole.jpg
[Invio]
Carica il file sole.jpg
in una finestra per il disegno.
$
xpaint -xrm 'XPaint.patternsize: 10'
[Invio]
Avvia il programma modificando la risorsa XPaint.patternsize in modo da avere una tavolozza dei colori un po' più compatta del solito.
La figura 166.22 mostra la finestra degli attrezzi di XPaint.
Figura 166.22. La finestra degli attrezzi di XPaint.
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Le varie icone rappresentano ognuna una modalità di disegno o di selezione sulle varie finestre di disegno. Il funzionamento del menù è abbastanza semplice, in particolare, il menù {File
} permette di caricare una nuova immagine, oppure di aprire una nuova finestra vuota per il disegno. Si noti in particolare la presenza del menù {Help
} dal quale si accede a una guida interna ben organizzata.
XPaint apre tante finestre di disegno quante sono le immagini da elaborare. La figura 166.23 ne mostra una all'interno della quale appare già un'immagine.
Figura 166.23. XPaint utilizza una finestra di disegno per ogni immagine.
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Nella parte inferiore ci sono due tavolozze di colori e modelli: normalmente la prima riguarda il tratto e la seconda il fondale. Se dalla finestra degli attrezzi si seleziona l'icona del rettangolo pieno, quando si disegna, il contorno del rettangolo utilizza il primo colore o modello, mentre il contenuto utilizza il secondo. Alla tavolozza possono essere aggiunti nuovi colori (solid) o modelli (pattern).
Ciò che è importante da ricordare è che il controllo sullo strumento usato per disegnare è sempre fatto attraverso la finestra degli attrezzi.
L'uso del menù è abbastanza intuitivo. In particolare, {File
} permette solo di salvare (il caricamento è previsto solo nella finestra degli attrezzi). Salvando è possibile cambiare formato o salvare solo una porzione selezionata dell'immagine.
Molte operazioni di fotoritocco che possono essere controllate dalla finestra di disegno si riferiscono (o possono riferirsi) a una zona rettangolare selezionata precedentemente. Per ottenere questa selezione si utilizza l'icona apposita (quella del ritaglio rettangolare) della finestra degli attrezzi.
Se si applicano delle alterazioni all'immagine intera, potrebbe capitare di non vederne il risultato. Si può provare a ridurre a icona la finestra e a ripristinarla: dovrebbe funzionare. |
La figura 166.24 mostra alcuni esempi di fotoritocco applicati a zone dell'immagine.
Figura 166.24. Alcuni esempi delle possibilità di fotoritocco di XPaint.
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Il sistema di annullamento delle azioni (undo) è a più livelli e regolabile, a volte però potrebbe capitare di non vedere la reazione sull'immagine. È sempre bene provare a ridurre la finestra a icona e poi a ripristinarla per verificare la situazione esatta dell'immagine.
Appunti di informatica libera 2006.07.01 --- Copyright © 2000-2006 Daniele Giacomini -- <daniele (ad) swlibero·org>
1) X MIT più altre licenze per porzioni particolari di codice
2) X MIT più altre licenze per porzioni particolari di codice
3) Xgrabsc software libero con licenza speciale
4) Xloadimage software libero con licenza speciale
5) Con Xloadimage si fa riferimento a «immagini» e non semplicemente a file che contengono delle immagini, perché questo programma ha una propria gestione dei percorsi e delle estensioni, anche se non è necessario sfruttare tale possibilità.
6) XPaint software libero soggetto a diverse licenze a seconda della porzione di codice coinvolta
Dovrebbe essere possibile fare riferimento a questa pagina anche con il nome gestione_delle_immagini_alla_vecchia_maniera.htm
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